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Venerdì 15/2/2019 - 20:21 (UTC) Con ordinanza n. 4505, pubblicata il 14/2/2019, la Corte di cassazione, sez. VI civile, ha dichiarato inammissibile, per tardiva impugnazione, nonostante la contestata irregolare notifica della sentenza impugnata, il ricorso proposto da Karman S.A. contro la sentenza n. 2920/2017, depositata il 7/12/2017, della Corte d’Appello di Bologna, che aveva confermato la sentenza n. 2035 del 10/7/2012 del Tribunale di Bologna (giudice monocratico) con la quale, su richiesta dell’Avvocatura dello Stato di Bologna del 31/8/2004, venivano dichiarate nulle per difetto di causa le scritture private autenticate del 13 e 15 ottobre 1999, con le quali Carisma S.p.A. aveva ceduto a Karman S.A., a parziale adempimento di un debito scaduto, i beni immobili siti in Sant’Ilario d’Enza (RE), via XXV Aprile Ovest n. 2 (http://holos.wgov.org/holosbank.com/sede.html), e disposto l’acquisizione degli stessi all’attivo del Fallimento Carisma. La suddetta ordinanza è soltanto l’ultimo atto di una serie di provvedimenti giudiziari civili e penali considerati da alcuni erronei e da altri abnormi subiti da Rodolfo Marusi Guareschi e/o dalle sue iniziative per quasi cinquant’anni. La vicenda oggetto del suddetto ricorso ha avuto inizio il 15/3/1989 con una verifica fiscale della Guardia di Finanza nei confronti di 27 società del Gruppo Carisma. Non avendo potuto contestare alcun rapporto extragruppo, furono contestati tutti i rapporti infragruppo, disconoscendo tutte le relative fatture passive e quindi accertando redditi pari al 100% dei ricavi dichiarati. In questo modo, sempre per gli stessi motivi, nei confronti di 492 società italiane che ho costituito e/o promosso dal 1986 sono stati emessi, dal 1989 in poi, oltre 4.000 avvisi di accertamento fiscale per oltre 30 (trenta) miliardi di euro, fra imposte, interessi e sanzioni. Solo 27 di tali società hanno svolto attività con terzi realizzando, dalla loro costituzione in poi, un volume d’affari per un totale inferiore a 200 (duecento) milioni di euro e gli utili operativi annuali sono sempre stati interamente assorbiti dalle quote di ammortamento di nuovi investimenti. Perciò, il totale degli avvisi di accertamento è oltre 150 (centocinquanta) volte il totale del volume d’affari. Gli importi accertati sono stati iscritti a ruolo e l’esattore ha attivato la riscossione coattiva delle somme iscritte a ruolo, degli interessi di mora e delle spese di esecuzione, provocando pignoramenti bancari, fallimenti (compreso quello di Carisma S.p.A.) e la sospensione di ogni attività di tutte le suddette società. Gli importi iscritti a ruolo e non riscossi (perché effettivamente inesigibili) sono da tempo iscritti fra i residui attivi del bilancio dello Stato (!). Qualche anno fa, alcune decine di milioni di importi di contenzioso fiscale sono state dichiarate inesigibili (con conseguente discarico da parte dell’esattore ed annullamento del credito da parte dello Stato) ma poi tutto è rimasto in sospeso ed ogni anno vengono notificate le cartelle esattoriali, le ultime nello scorso dicembre. Questi sono i fatti, che ho da tempo denunciato. Ma, inutilmente. Ogni precisazione sulla vicenda è su http://holos.wgov.org/holosbank.com/unigov/RMG%20CONFIS.pdf e http://holos.unigov.org/holosbank.com/unigov/RMG%20CAL.pdf. Ed ora, con questa ultima decisione, dovrebbe essere eseguito un ingiusto esproprio. Vedremo. (Rodolfo Marusi Guareschi).
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